“The Salvation”: un atipico western europeo per omaggiare Sergio Leone

Antonella Cabras –
Distribuito dalla Academy Two, è comparso nelle sale italiane un omaggio al cinema di Sergio Leone che tanto piacerà ai fan del western vecchio stile

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È idea comune, che la tipica pellicola western sia di matrice statunitense, ma “The Salvation” spazza via questo stereotipo essendo un film totalmente europeo con un cowboy danese.
Partiamo dal regista e sceneggiatore: si tratta di Kristian Levring, danese, con una sfrenata passione per i film western che tanto hanno contribuito all’immaginario della sua infanzia. “Mi sono chiesto varie volte perché ho deciso di riproporre un genere che alcuni definiscono morto e sepolto”, afferma Levring, “la risposta è semplicemente che John Ford, Sergio Leone e Akira Kurosawa sono alcuni dei miei idoli. Riuscire a fare un film nel genere in cui loro eccellevano è stato come realizzare un sogno”.

Nel 1870, tra colonizzatori e fuorilegge, l’immigrato danese Jon attende da anni di portare negli Stati Uniti sua moglie e il figlio di dieci anni. Ma quando la moglie e il figlio finalmente arrivano in America, cadono entrambi vittime di un crimine orribile. Distrutto dal dolore e dalla disperazione, Jon uccide il responsabile del duplice omicidio. Ma questo scatena delle forze potenti. L’assassino che Jon ha ucciso è il fratello dello spietato colonnello Delarue, un bandito che terrorizza il villaggio di Black Creek e che è disposto a tutto per vendicarlo. Tradito e isolato dalla comunità, Jon è costretto a trasformarsi da uomo pacifico a guerriero senza paura per salvare il villaggio e trovare pace.

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Temi universali e ben conosciuti nell’ambito cinematografico: parliamo di morte, vendetta e redenzione. Levring affronta però la tematica del Far West dal punto di vista di un immigrato europeo che tenta la fortuna al di là della frontiera.

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Jon è interpretato dall’attore danese Mads Mikkelsen, ormai abbastanza noto e vincitore, nel 2012, come miglior attore al Festival di Cannes per il suo ruolo da protagonista nella straordinaria pellicola “Il sospetto” di Thomas Vinterberg. Attualmente è anche conosciuto dal pubblico dei telefilm per il suo ruolo del dottore e assassino Hannibal Lecter nella serie “Hannibal” (giunta alla terza stagione).
Mikkelsen punta molto sull’espressività. Il suo è un personaggio di poche parole che cambia radicalmente nel corso della vicenda. Lo vediamo evolvere da uomo pacifico fino a trasformarsi in uno spietato vendicatore, simbolo dell’eroe solitario.

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Ad affiancarlo troviamo la talentuosa Eva Green che, qui più che mai, dà risalto al suo sguardo e comunica con esso interpretando Madelaine, una conturbante donna muta (gli indiani le hanno tagliato la lingua) e sfregiata. Madelaine è la moglie di Paul (Michael Raymond-James), l’assassino responsabile dell’omicidio della moglie e del figlio del protagonista e il suo intervento sarà determinante nello scontro tra Jon e Delarue.

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Molto spazio è dato, in questo film, al paesaggio e all’atmosfera silenziosa delle sconfinate praterie statunitensi dell’Ottocento ed ecco che in questo contesto ben si inseriscono i personaggi della Green e di Mikkelsen.

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Il cattivo di turno è il già citato Delarue, interpretato dal convincente Jeffrey Dean Morgan, delinquente capo clan del paese. Venuto a sapere della morte del fratello Paul per mano di Jon, non si dà pace e cerca a tutti i costi vendetta.

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Il cast è di ottimo livello e comprende anche l’ex calciatore Eric Cantona qui nei panni de Il Corso, lo scozzese Douglas Henshall nei panni dello sceriffo e l’attore gallese Jonathan Pryce, conosciuto ai più per la sua partecipazione nella saga de “I pirati dei Caraibi” e nel telefilm “Il trono di spade” qui nel ruolo del sindaco.

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Lo stesso regista afferma: “Gli attori sono fondamentali. Non esiste un modo di semplificare quello che sono i dialoghi e i personaggi, loro sono sempre gli unici su cui un regista fa affidamento per portare la vita nel suo racconto. Realizzando il film ho avuto la grande fortuna e il privilegio di lavorare con alcuni tra i più talentuosi attori sul mercato. Sono profondamente grato a tutti loro”.

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Riprendendo i classici del genere, oltre al cowboy, al cattivo e all’eroina, troviamo lo sceriffo impaurito e il sindaco che trama per i suoi fini personali, ma nulla è mai banale. La pellicola scorre piacevolmente e la sfida di Levring, del riportare in auge il western, è sicuramente vinta. Con The Salvation il Far West risorge in salsa europea e uscendo dalla sala sembra proprio di aver guardato un bel classico alla Sergio Leone.

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