Torna a Torino la 30° edizione del TGLFF

Giulia Porzionato – 

Il Torino Gay and Lesbian Film Festival compie trent’anni: in occasione dell’evento, ritorna il patrocinio della Regione Piemonteimmagineguida_tglff30Ritorna dal 29 aprile al 4 maggio il Torino Gay and Lesbian Film Festival. Giunto ormai alla sua 30° edizione, si svolge con il patrocinio del Mibac – Direzione generale per il Cinema, della Regione Piemonte e del Comune di Torino e dal 2005 è amministrato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.

Sin dalla sua nascita, nel 1985, il Festival è stato diretto da Giovanni Minerba e sebbene un tempo fosse dedicato solo a un pubblico di nicchia, oggigiorno è aperto a tutti. Anche grazie, come sottolinea il testimonial del Festival Alberto Barbera, alla necessità, sempre più attuale di combattere per l’uguaglianza dei diritti delle minoranze, causa a cui la maggior parte dei cittadini ora è sensibile.
Dopo anni, come ha sottolineato anche l’Ass. Antonella Parigi, la Regione Piemonte è inoltre tornata a concedere il patrocinio al TGLFF, in nome di quei valori collettivi che, in una società, dovrebbero essere “dati di fatto”.
Lo slogan dell’edizione 2015 è “30 anni diversi perché unici”.

Il TGLFF 2015 suddivide in diverse categorie i film presentati: i lungometraggi, i cortometraggi, fuori concorso e il Premio Queer. Il palinsesto di quest’edizione è inoltre stato appositamente modificato per dare un maggiore spazio al pubblico, che potrà votare i lungometraggi. Tra i film proposti, sono presenti 7 opere prime, 3 diretti da donne, 5 provenienti da Berlino e 2 da Rotterdam.

La serata d’esordio, il 29 aprile alle 21 al Multisala Cinema Massimo, sarà affidata a Minerba in compagnia della madrina Carolina Crescentini, attrice nell’ultimo film dei fratelli Traviani. Irene Grandi sarà l’ospite musicale d’eccezione e durante la serata verrà proiettato “54: The director’s cut” di Mark Cristopher (2005), alla presenza del regista. Il film è una riedizione della pellicola realizzata nel 1998 con però 36 minuti di girato in più e la bisessualità del protagonista presentata a tinte meno edulcorate.

Un'immagine tratta dal film Fulboy. La prima docu-fiction del regista argentino Martín Farina.  Una finestra su quel calcio dove la tv non entra mai
Un’immagine tratta dal film “Fulboy”. La prima docu-fiction del regista argentino Martín Farina.
Una finestra su quel calcio dove la tv non entra mai

In occasione dell’anniversario il 30 è il numero chiave dell’edizione: verranno presentati, infatti, 30 corti, 30 lungometraggi e 30 eventi extra. Ovviamente, ognuno dei 115 film in programma, di cui 49 anteprime italiane, 5 europee, 3 internazionali e 9 mondiali, tratterà tematiche legate al mondo LGTB, dall’etica all’analisi dei rapporti. I premi assegnati saranno 4: il Premio Ottavio Mai, il Premio del Pubblico, assegnato a uno dei 30 lungometraggi in gara, il Premio Queer e il Premio al Miglior cortometraggio. Per gli ultimi due premi saranno presenti altrettante giurie, di cui una formata da studenti del DAMS e dell’Accademia Albertina di Torino.

In particolare, il Premio Queer nasce dal percorso di “Forever Young, giovani autori alla scoperta della sessualità”, in cui convergeranno lavori dalla vena più classica, accompagnati da alcune sperimentazioni. Proprio in questa categoria sarà presente il film “Never”, in anteprima europea, che vede tra gli interpreti la figlia di Robin Williams. Tra i film fuori concorso,  in anteprima internazionale, si potrà trovare anche “Boulevard” di Dito Montiel (2014), uno degli ultimi film interpretati da Robin Williams prima della sua scomparsa.

Per le sezioni speciali spiccano: la “Sezione Animazione”, l’”Omaggio a Max Croci”, il “TGLFF Extra”, “Expo”, “Torino incontra Berlino e “Torino Capitale dello Sport”.

Da segnalare, per il “TGLFF Extra” quest’anno più che mai è contraddistinto da una visone culturale a 360 gradi, la proiezione/evento del 2 maggio alle ore 9.30 “Non so perché ti odio – Tentata indagine sull’omofobia e i suoi motivi” di Filippo Soldi, a cui sarà preceduto un dibattito sul tema. All’incontro parteciperanno il direttore del TGLFF Giovanni Minerba, il Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte Alessandro Lombardo, Chiara Crespi (del Gruppo di Lavoro Orientamenti sessuali e identità di genere dell’Ordine Psicologi del Piemonte e del Centro Interdipartimentale Disturbi dell’Identità di Genere Molinette – CIDIGeM), Pier Luigi Gallucci (del Gruppo di Lavoro Orientamenti sessuali e identità di genere dell’Ordine Psicologi del Piemonte), il Coordinatore del Torino Pride Alessandro Battaglia, il regista Filippo Soldi e Maria Spanò Consigliera di fiducia dell’Università di Torino.

La chiusura del Festival il 4 maggio alle ore 21, vedrà l’annuncio dei vincitori che saranno accompagnati dalle note dell’ospite musicale Zibba. La conclusione  verrà affidata alla proiezione di “Six Dance Lessons in Six Weeks” di Seidelman (2014).

Ancora una volta Torino e la settima arte, danno prova di un forte connubio, ricco di potenzialità, che si ripromette di non attirare il solo pubblico di nicchia.

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