Un mix vulcanico, divertente e brillante: ecco”Mistress America”

Antonella Cabras –

In uscita nelle sale italiane il 14 aprile, distribuito dalla 20th Century Fox, il nuovo lavoro di Noah Baumbach, una commedia piena di ironia e di personaggi ai quali non ci si può non affezionare

MA_man_ITAMistress America” (si scoprirà subito il perché del titolo) è una pellicola diretta da Noah Baumbach, anche autore della sceneggiatura assieme alla sua compagna Greta Gerwig, che nel film ricopre il ruolo dell’effervescente Brooke. I due tornano a collaborare dopo il successo di “Frances Ha“, film del 2012 nel quale la stessa Gerwig interpretava la protagonista.

Lola Kirke as "Tracy" and Greta Gerwig as "Brooke" in MISTRESS AMERICA. Photo courtesy of Fox Searchlight Pictures. © 2015 Twentieth Century Fox Film Corporation All Rights Reserved
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Protagonisti personaggi nei quali ci si può riconoscere, se non fosse che essi stessi creano situazioni talmente paradossali da farci chiedere se siano sopra le righe o se le situazioni nelle quali si cacciano siano irrealistiche. Ci sono studenti universitari, alcuni ambiziosi altri no, trentenni in crisi che chiedono risposte alla loro esistenza ad un uomo che guarda in una sfera magica, ex che vengono tirati in ballo e incontri su internet.

Ma facciamo un passo indietro. Di cosa parla il film?
Per Tracy (Lola Kirke) il primo semestre all’università a Manhattan è una grande delusione. Le lezioni sono noiose, la sua compagna di stanza le è ostile e il ragazzo per cui ha una cotta, Tony (Matthew Shear), ha una fidanzata gelosa a livelli ossessivi, Nicolette (Jasmine Cephas-Jones). Respinta dalla società letteraria di cui voleva intensamente far parte, l’aspirante scrittrice si mette in contatto con Brooke (Greta Gerwig), la figlia quasi trentenne del fidanzato di sua madre e tutto nella sua vita cambia da un giorno all’altro.

Greta Gerwig as "Brooke" in MISTRESS AMERICA. Photo courtesy of Fox Searchlight Pictures. © 2015 Twentieth Century Fox Film Corporation All Rights Reserved
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Se il ruolo di Brooke, ragazza mondana a volte matta ma sempre divertente, sembra fatto su misura per Greta Gerwig, è perché lo era davvero. La Gerwig e l’acclamato filmmaker indipendente Noah Baumbach hanno creato un altro ritratto imprevedibile, indimenticabile e assolutamente verosimile di una donna dei nostri tempi. Il personaggio di Brooke regge letteralmente le fila del gruppetto di protagonisti alla deriva: è eccentrica, sensibile e talmente piena di idee da non accorgersi che alcuni suoi sogni sono destinati a rimanere sogni. La sua tenacia è però talmente contagiosa che le si perdona il suo eccesso di entusiasmo. D’altronde, come criticare una donna che vive in un appartamento illegale e che ha il coraggio di tornare dal suo ex a chiedergli soldi per aprire un ristorante?
Mentre scrivevamo”, racconta Baumbach, “Greta imitava la parlata di Brooke e ridevamo un sacco. Decidemmo che meritava di avere un film tutto suo e iniziammo a scrivere ciò che poi è diventato Mistress America. Abbiamo cominciato analizzando Brooke e a partire da lei abbiamo scritto la storia. Non ho idea di quale sia stata l’ispirazione per Brooke, ma dal momento in cui Greta ha iniziato a imitarla, ho saputo che avrei voluto vedere un film in cui lei recitava questa parte”.

Lola Kirke as "Tracy" in MISTRESS AMERICA. Photo coutesy as Fox Searchlight Pictures. © 2015 Twentieth Century Fox Film Corporation All Rights Reserved
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Fondamentale però anche il ruolo di Tracy, qui ricoperto da Lola Kirke (vista in “L’amore bugiardo- Gone girl“). “È facile sottovalutare il personaggio di Tracy, perché lei ci fa entrare nella storia, è il nostro narratore”, osserva Baumbach. “In un certo senso è un narratore inattendibile. La storia racconta di come lei riesca a trovare la sua voce e a diventare chi è realmente.”
Tracy è affascinata da Brooke, la vede come un modello al quale ispirarsi e vorrebbe diventare come lei. Brooke ha anche il pregio di farle scoprire New York da un altro punto di vista, che poi sarebbe soltanto un altro modo per Tracy di guardare alla vita che le appare grigia e monotona.

La vicenda si incentra sul rapporto tra queste due giovani donne che stanno per diventare sorelle: potrebbe sembrare che Brooke sia il mentore, ma Tracy ha un suo ruolo ben definito poiché aiuta Brooke ad avere più stima di se stessa e la segue nei suoi folli progetti, anche se Tracy è più concreta della futura sorellastra e sa che certi piani sono destinati a fallire. Brooke è, per Tracy, ciò che serve per vivere le cose in modo diverso, guardandole sempre da più angolazioni e non accettando passivamente il corso delle cose.

(L-R) Lola Kirke as "Tracy," Cindy Cheung as "Karen," Michael Chernus as "Dylan," Heather Lind as "Mamie-Claire" and Matthew Shear as "Tony" in MISTRESS AMERICA. Photo courtesy of Fox Searchlight Pictures © 2015 Twentieth Century Fox Film Corporation All Rights Reserved
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Le due però non sono le uniche mattatrici del film: abbiamo i colleghi di college di Tracy, Tony e Nicolette, che aggiungono pepe coi loro continui litigi, ma soprattutto abbiamo i due coniugi Mamie-Claire e Dylan, ex amica ed ex fidanzato di Brooke: una cinica e materialista, l’altro sognatore e un po’ ingenuo, sono interpretati da Heather Lind Brooke e Michael Chernus. “Fanno scompisciare dalle risate”, afferma Lila Yacoub, uno dei produttori della pellicola. “Sono grandi attori con volti meravigliosi e unici. Contribuiscono a stabilire una nuova atmosfera per ciò che segue”. Tracy, Tony e Nicolette affronteranno un viaggio in Connecticut per parlare con Mami-Claire e Dylan e la situazione diventerà ancora più surreale del previsto, con dialoghi brillanti e spassosi che rendono il tutto veramente comico e vulcanico. La Gerwig e Baumbach hanno posto particolare enfasi sul linguaggio. “In generale amo molto il minimalismo e la scrittura precisa e disadorna,” dice la Gerwig. “Ma in questo caso volevo che ci fossero quasi troppe parole, e volevo che uscissero rapidamente e inciampassero l’una sull’altra. Il film dura 86 minuti, ma ha una grande sceneggiatura piena di parole, idee e persone che parlano a raffica. È come se l’inclinazione di Brooke alla chiacchiera spiritosa stimolasse e rendesse migliori gli altri personaggi. È stato emozionante guardare gli attori scoprire i propri ruoli”.

Lola Kirke as "Tracy" and Greta Gerwig as "Brooke" in MISTRESS AMERICA. Photo courtesy of Fox Searchlight Pictures. © 2015 Twentieth Century Fox Film Corporation All Rights Reserved
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La sensazione che si ha guardando “Mistress America” è quella di vedere una commedia dolceamara, poiché sotto le parole che escono come un fiume in piena e le bizzarrie dei personaggi si nasconde una vena di malinconia che pervade le esistenze dei personaggi in scena. La pellicola è divertente, scorre leggera ma è quella leggerezza descritta da Calvino “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore“.

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