Un passato misterioso e tanta ironia in The Dressmaker- Il diavolo è tornato

Antonella Cabras –

Dal 28 aprile sugli schermi italiani una raffinata commedia dark distribuita dalla Eagle Pictures e con una magistrale Kate Winslet protagonista

 

DM-sac-100x140-731x1024Non fatevi ingannare dal titolo: il diavolo in questione è un’affascinante donna mandata via di casa da bambina e che torna nel suo paese natale in Australia sconvolgendo le vite di tutti. Perché il diavolo? Perché il paese è piccolo, la gente chiacchiera di continuo e non vede di buon occhio la donna, che ha un oscuro passato alle spalle e, in più, è ormai una stilista affermata e in quel luogo sperduto la moda è conosciuta tutt’al più tramite qualche rivista.

2014_11_17TheDressmaker_0598

Il film è scritto e diretto da Jocelyn Moorhouse e tratto dall’omonimo romanzo di Rosalie Ham. Pubblicato nel 2000 ed edito in Italia da Mondadori è primo romanzo dell’autrice, che afferma di essersi ispirata a sua madre per la protagonista.

Il film è la storia di Tilly Dunnage (interpretata dall’attrice premio Oscar Kate Winslet), affascinante e talentuosa sarta e creatrice di moda che, dopo anni trascorsi in diversi atelier di moda parigini, torna in Australia per stare accanto a Molly, l’eccentrica madre (interpretata dall’attrice candidata all’Oscar Judy Davis). Tilly si innamora di Teddy (Liam Hemsworth), uomo dall’animo puro e sincero e, armata di ago, filo e grande esperienza, trasforma le donne di Dungatar, l’angusta città natale, infliggendo una sottile vendetta ai suoi detrattori.

2014_11_06TheDressmaker_0050

Jocelyn Moorhouse racconta che sono tante le motivazioni che l’hanno spinta a voler adattare il libro per il grande schermo e afferma: “Volevo creare, nella sceneggiatura e sullo schermo, un’atmosfera quasi western, un paesaggio archetipico, difficile, duro da affrontare, un paesaggio in cui uomini e donne devono lottare per sopravvivere, ma in cui, al tempo stesso, sono accompagnati da un sottile senso dell’umorismo e, soprattutto, dello stile. Per questo, ho pensato a un’atmosfera quasi da leggenda, un piccolo, anonimo paesino con un segreto, che cerca di scacciare un angelo sceso dal cielo per scatenare la propria vendetta”.
La vicenda è ambientata nel 1951 e sembra davvero di essere proiettati in una sorta di ghost town, se non fosse che gli abitanti ci sono e l’atmosfera è pesante, ostile e profondamente bigotta. Tilly deve fare i conti con una madre considerata pazza e che di certo non accoglie benevolmente il ritorno della figlia e con una comunità di doppiogiochisti che hanno contribuito alla cacciata di Tilly da piccola. La protagonista è consapevole di dover far luce su un mistero che la perseguita e nel frattempo si prende cura della madre, trascurata e abbandonata da quasi tutti gli abitanti.  Proprio il suo rapporto con la madre è uno dei punti cardine della storia.
Kate Winslet ricorda: “Quando ho letto per la prima volta la sceneggiatura, ho notato quanto questa donna sia diversa da tutte le altre. In lei c’è una forza incrollabile, a volte quasi aggressiva; è una donna che ha dovuto affrontare sfide importanti per diventare quella che è.

2014_12_04TheDressmaker_1250

La scelta di Molly Dunnage, madre di Tilly, è stata essenziale, ma praticamente decisa sin dagli inizi. Jocelyn Moorhouse commenta: “Judy Davis è un’attrice eccellente, una delle migliori al mondo. Nel film di Allen “Mariti e mogli” è adorabile, ironica, divertente. Qui interpreta il ruolo di una donna che ha dovuto affrontare molto dolore nella vita, e che ha saputo, malgrado tutto, conservare un grande senso dello humour”.
“Mad Molly”, come viene chiamata nel film, è una donna sarcastica e graffiante, a tratti anche volgare, ma nasconde un animo generoso e l’arrivo della figlia la aiuterà a scoprire una parte di sé che aveva nascosto e a combattere i pregiudizi dei concittadini. É solo apparentemente folle: Molly sa dire cose molto importanti, specialmente a sua figlia e proprio come sua figlia è diretta e schietta, e non teme di dire agli abitanti di Dungatar le proprie verità.

2014_11_24TheDressmaker_1803

Importanti anche i ruoli maschili. Liam Hemsworth è perfetto per incarnare un ragazzo sensibile e che aiuterà Tilly ad andare in giro a testa alta. Non meno importante è il personaggio del sergente Farrat, interpretato da Hugo Weaving, anche lui alle prese con un pesante segreto da nascondere, ossia la sua omosessualità, tra l’altro molto evidente ma che Farrat cerca in tutti i modi di non ostentare in quel paesino di ottusi perbenisti che non lo accetterebbero. Weaving dice: “Il film in fondo tratta delle bugie e delle apparenze, ovvero della superficie. E la superficie, in fondo, è importante. È come le persone si presentano, e cosa vogliono diventare. In questo senso, gli abiti, anche quelli del sergente, dicono molto sulla sua persona”.

2014_11_12TheDressmaker_0932

Ovviamente, in un film nel quale la protagonista è una stilista che riabilita le donne del paese cucendo abiti su misura per valorizzarle, i vestiti rappresentano una componente molto importante.
Kate Winslet commenta: “Tilly si è formata in Francia, con Balenciaga, Dior e Vionnet. Gli abitanti di Dungatar non capiscono quanto siano magiche e meravigliose le sue creazioni. I suoi abiti sono dei doni e, al tempo stesso, hanno il sapore della vendetta. Da pallide e monotone quali sono all’inizio, le donne di Dungatar alle fine sembrano pronte per il red carpet. È molto bello”.
La magia operata da Tilly è quella di creare abiti volutamente sfarzosi e appariscenti per mettere in luce le personalità di ogni singola donna del paese, le quali non sanno come approcciarsi a lei, se con benevolenza o sospetto.

2014_10_31TheDressmaker_0616
“The Dressmaker- Il diavolo è tornato” è un film veramente divertente, ma allo stesso tempo, ha un’alta componente noir e anche dark. Non manca la tragedia, scaturita da un insieme di menzogne alimentate dalla profonda ipocrisia delle persone. Potrebbe essere vista come una pellicola “di formazione”, visto che la parte fondamentale è il percorso intrapreso dalla protagonista, che riuscirà a liberarsi di un pesante fardello e aiuterà anche gli altri a guardare dentro se stessi. Il viaggio sarà imprevedibile e il pubblico uscirà soddisfatto dalla sala dopo aver riso, pianto, essersi stupito, indignato e commosso.

Comments

comments