Un supereroe dei nostri tempi tutto italiano, ecco “Il Ragazzo Invisibile”

Antonella Cabras-

Il 18 dicembre arriva al cinema Il Ragazzo Invisibile, ideato e diretto da Gabriele Salvatores, riuscirà a conquistare il cuore dei fans?  

IRI_man_uffChi ha detto che solo gli americani sanno creare eroi mutanti, protagonisti prima di fumetti e poi di blockbuster al cinema?
Gabriele Salvatores, probabilmente uno dei registi italiani che più osa sperimentare, accetta la sfida con i prodotti d’Oltreoceano e confeziona un film sicuramente innovativo nel panorama cinematografico italiano. Con “Il ragazzo invisibile”, in uscita il 18 dicembre al cinema e distribuito da 01 Distribution,  il regista si cimenta con un genere sicuramente trascurato dall’Italia, che però desta interesse in spettatori di tutte le età. Già presente sui nostri schermi italiani quest’anno con Italy in a day, Salvatores conferma di saper trattare temi alquanto diffusi in maniera originale. La pellicola segna così l’inizio di un “filone supereroistico” con paternità italiana, un connubio perfetto sia per gli amanti dei fumetti che per quelli del cinema d’autore di marca europea.

Il film ha per protagonista Michele, un adolescente apparentemente come tanti che vive in una tranquilla città sul mare. Non si può dire che a scuola sia popolare, non brilla nello studio, non eccelle negli sport. Ma a lui in fondo non importa. A Michele basterebbe avere l’attenzione di Stella, la ragazza che in classe non riesce a smettere di guardare. Eppure ha la sensazione che lei proprio non si accorga di lui. Ma ecco che un giorno il succedersi monotono delle giornate viene interrotto da una scoperta straordinaria: Michele si guarda allo specchio e si scopre invisibile. La più incredibile avventura della sua vita sta per avere inizio.

© Claudio Iannone
© Claudio Iannone

Il protagonista ha il volto di Ludovico Girardello, alla sua prima esperienza in una pellicola cinematografica e scelto tra 650 candidati. A lui l’arduo compito di rappresentare il primo supereroe italiano, tanto chiuso caratterialmente e poi via via sempre più audace man mano che prende confidenza con l’inaspettato potere. L’attore descrive così il suo personaggio: “Molto emotivo, nel senso che prova tante emozioni, coraggioso, e all’inizio anche sfigato”.

© Claudio Iannone
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Noa Zatta, per la prima volta sullo schermo, interpreta la sensibile e dolce Stella, la compagna di classe di Michele di cui lui è segretamente innamorato. Farà presto amicizia con il ragazzo invisibile senza poterne scoprire la vera identità.

© Claudio Iannone
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Valeria Golino è Giovanna, la mamma di Michele, una donna divisa tra il lavoro, il dolore per la perdita di suo marito e il l’amore per il figlio, che si sente trascurato e incompreso. L’attrice, parlando del suo personaggio afferma: “Giovanna è senza dubbio una mamma attenta, ama profondamente Michele. E’ una mamma single con un lavoro impegnativo, è una donna affettuosa, sensibile. Ma nonostante sia sempre presente e vicina al figlio, ad un certo punto, ha come la sensazione di non capirlo più”. Parlando, invece, in generale  della pellicola dichiara: “Il ragazzo invisibile è, senza dubbio, un film particolare, direi unico nel panorama cinematografico italiano ma a me è piaciuto soprattutto ritrovare un regista che sa declinare il racconto secondo lievi sfumature, indagare i sentimenti in profondità, creare piani diversi nella narrazione e non rinuncia a farlo anche nel contesto di un film fantasy”.

© Claudio Iannone
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Lo straordinario Fabrizio Bentivoglio è Basili, uno strano commissario-psicologo mandato, come esperto, a seguire il caso della scomparsa di alcuni adolescenti, sul quale indagherà assieme a Giovanna. “In apparenza affidabilissimo, diventa un personaggio doppio, anzi, triplo, quando alla fine della storia lo ritroviamo inconsapevole e dimentico di tutto quello che è successo”, afferma Bentivoglio.
Nel cast del film anche Christo Jivkov e Ksenia Rappoport nei panni di Andreij e Yelena, due figure molto importanti per Michele e che giocheranno un ruolo fondamentale nel corso della vicenda.

Non paghi dei novanta minuti della pellicola, gli sceneggiatori, Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo e Alessandro Fabbri,  hanno rilanciato con una graphic novel pubblicata da Panini e pensata in tre albi e un romanzo che uscirà per Salani, senza contare che già si parla di un sequel del film. Insomma, una vera e propria operazione degna di Hollywood, luogo caro a Salvatores visto che il regista ha vinto un premio Oscar per il miglior film straniero, nel 1991, grazie a “Mediterraneo”.

© Claudio Iannone
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Inizialmente, si era pensato di girare a Dublino, in lingua inglese, ma poi regista e produttori hanno deciso di fare una pellicola totalmente italiana e hanno scelto Trieste. Tra le sue influenze per “Il ragazzo invisibile”, Salvatores cita il “Batman” di Tim Burton, “Il cavaliere oscuro” di Christopher Nolan, il primo “Spider Man” e l’horror svedese “Lasciami entrare”. Gli sceneggiatori, invece, appassionati degli X-men, hanno pensato di sfruttare il tema della diversità tanto presente nelle vicende dei supereroi mutanti della Marvel. “Siamo investiti da un immaginario collettivo fatto di supereroi e americanate: fa parte del nostro Dna narrativo”, osserva lo scrittore Stefano Sardo.

Sicuramente indovinata la scelta di coniugare il tema dell’invisibilità a quello dell’adolescenza, età notoriamente ingrata, in genere il periodo di minima autostima o di massimo egocentrismo.  “Ho sempre pensato che l’adolescenza fosse uno dei periodi più difficili nella vita di un essere umano” afferma Salvatores, “il tuo stesso corpo diventa un estraneo, ti guardi allo specchio e non ti riconosci, senti che dentro di te sta nascendo un potere (un super potere?) che non sai come usare… Anche perché ancora non hai ben capito chi sei e che posto hai nel mondo. Sono sicuro che tutti gli adolescenti si sono sentiti almeno una volta invisibili o avranno desiderato esserlo. E tutti, almeno una volta, avranno desiderato di avere un potere speciale che li proteggesse o li rendesse eroi just for one day, come canta David Bowie”.

© Claudio Iannone
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Quello del protagonista è un percorso di formazione anomalo: la ricerca di sé passa attraverso il mondo “dell’oltre”, un mondo non materiale. In molte favole è presente il dono dell’invisibilità, usata dagli eroi per superare le avversità ed è un qualcosa di estraneo, un potere che il protagonista non sapeva di avere e che lo condizionerà nella sua evoluzione personale.
Salvatores si concentra più sulla psicologia dei suoi protagonisti che sugli effetti speciali: “Dal punto di vista tecnico ci sono cose che non si dovrebbero fare in un film normale e che ho invece volutamente fatto in un film come questo, infrangendo delle regole” ammette, ”una delle cose più difficili da mettere a punto, poi, è stato decidere quando far vedere Michele nei suoi momenti di invisibilità e quando no, stringendo un patto implicito con lo spettatore. Quello che è curioso, comunque, è che per risultare visibile a chi vuole bene, Michele nel film deve diventare letteralmente invisibile: solo così riuscirà a farsi notare“.

La colonna sonora è firmata da Ezio Bosso e Federico De Robertis e arricchita dai brani vincitori dell’iniziativa “Una canzone per Il ragazzo invisibile”, voluta da Salvatores in persona, in collaborazione con Indigo Film, Rai Cinema e 01 Distribution con il sostegno di Radio Deejay, per dare la possibilità a musicisti (dai 18 ai 25 anni) senza etichetta di comporre brani per il film. L’iniziativa ha raccolto grandi consensi, tant’è che sono stati inviati più di 400 brani da tutta Italia e molti di altissima qualità, come sostengono i giurati. Tre sono i brani che hanno vinto su tutti e sono: Wrong Skin della ventunenne studentessa di farmacia Marialuna Cipolla, Halloween Party di Luca Benedetto (23 anni) e In a Little Starving Place dei Carillon, gruppo di Alba composto tra tre giovanissimi appassionati di elettronica. Le canzoni verranno inserite nella colonna sonora del film, edita da Indigo Film Edizioni Musicali e distribuita da Warner Music Italia.

Il periodo natalizio è un periodo da sempre propizio ad accogliere le novità del panorama cinematografico e di sicuro “Il ragazzo invisibile” rientra a pieno titolo in tale filone. Un fantasy pensato per i ragazzi ma guidato dalla sapiente regia di Salvatores, che non si pone né come giudice né come saccente conoscitore dei drammi adolescenziali ma presenta uno sguardo d’autore sentito. Non resta dunque che aspettate per gustare questa new entry del panorama cinematografico italiano. L’ultima parola, ovviamente, sarà quella degli spettatori. 

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