Un viaggio inaspettato nell’universo Ghibli

Antonella Cabras –

Nei cinema italiani solo il 25 e 26 maggio un docu-film attesissimo dal titolo “Il regno dei sogni e della follia” , distribuito dalla Lucky Red, che porterà tutti gli spettatori alla scoperta del mitico Studio Ghibli

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Gli ammiratori e i fan del grande regista Hayao Miyazaki saranno sicuramente entusiasti nell’apprendere che, anche se solo per due giorni, un documentario diretto da Mami Sunada li porterà dietro le quinte di un luogo che nel corso degli anni ha creato tantissimi gioielli dell’animazione. Parliamo ovviamente dello Studio Ghibli, fondato nel 1985 da Miyazaki stesso e dal collega Isao Takahata.
Si avrà la possibilità di sbirciare il duro lavoro che da sempre accompagna la lavorazione di un film e l’ispirazione alla base dei progetti con “Il regno dei sogni e della follia”.

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Una grande occasione anche per riscoprire le storie che hanno dato il via a dei film amatissimi in tutto il mondo.

Pareva un’impresa quasi impossibile penetrare nella fortezza Ghibli e invece Sunada è riuscito a seguire per un anno Miyazaki, Takahata e il produttore Toshio Suzuki durante la realizzazione degli ultimi due film: “Si alza il vento” e “La storia della principessa splendente”. Il primo e forse unico documentario all’interno di uno dei laboratori d’animazione più amati al mondo.

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Lo Studio Ghibli, nasce ufficialmente nel 1985 ma la sua origine è da far risalire ad almeno due anni prima, grazie al successo di “Nausicaä della Valle del Vento”:
Takahata e Miyazaki si conoscono fin dai tempi in cui entrambi lavoravano per la tv e hanno deciso di dedicarsi al grande schermo, mezzo forse più congeniale per dare corpo alle loro fantasie. Comincia tutto quasi come un gioco, senza pensare che il sodalizio possa concretizzarsi e durare nel tempo.

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Forse non tutti sanno che “Ghibli” è il nome che, durante la Seconda Guerra Mondiale, i piloti italiani in Nord Africa diedero ad un vento caldo del deserto proveniente dal Deserto del Sahara, ed è anche il nome usato per indicare i loro aeroplani da ricognizione. Non è un caso che sia stato scelto questo termine poiché si sa che Miyazaki è un grande appassionato di velivoli. L’intento dei due registi è, insomma, sempre stato quello di portare una ventata d’aria nuova nel mondo dell’animazione.

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I lavori dello Studio Ghibli hanno da sempre riscosso un grande successo da parte di critica e pubblico: apprezzati per l’alta qualità dei prodotti e l’eccezionalità dei disegni, riuscendo anche a diventare dei grandi successi commerciali. Alcuni film non sono stati campioni d’incassi ma sono stati riscoperti col tempo, come nel caso di “Il mio vicino Totoro” e lo straziante “Una tomba per le lucciole”.
In generale le pellicole di marchio Ghibli sono presentate sottoforma di fiabe con moltissimi riferimenti all’attualità, alla guerra, ai problemi ambientali. Come non citare quello che sicuramente viene considerato il capolavoro dello Studio, ossia “La città incantata” del 2001, che rappresenta in chiave fantastica e onirica il percorso di crescita e di addio all’infanzia della piccola Chihiro. Nella pellicola la protagonista incontrerà bizzarri personaggi e molti spiriti, come se fosse una versione rivisitata di “Alice nel paese delle meraviglie”.

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Dal 2001 è anche possibile visitare il Museo d’arte Ghibli, fortemente voluto da Miyazaki, basato sulle opere dello Studio e che dà anche la possibilità di dare uno sguardo all’immaginario collegato ai film creati nel corso degli anni. Sono state allestite delle mostre incentrate, ad esempio, su Ponyo, su Heidi (lavoro televisivo dei due registi) e su Laputa e vengono continuamente proiettati dei cortometraggi che mostrano il dietro le quinte della lavorazione delle pellicole. Inoltre, grazie al progetto LibriGhibli la casa editrice dei Kappa Boy renderà nuovamente disponibili i romanzi che hanno ispirato i film Ghibli, tra cui “Il castello errante di Howl” di Diana Wynne Jones, “La città incantata” di Sachiko Kashiwaba, “Si alza il vento” di Tatsuo Hori, “Principesse e Mononoke” di Yakumo Koizum e “Una tomba per le lucciole” di Akiyuki Nosaka.

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A fronte dei suoi cinquant’anni di attività, nel 2013 il maestro Miyazaki, annuncia il suo ritiro e lo fa con un ennesimo capolavoro e inno alla libertà dal titolo “Si alza il vento”.

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Ma come tutti i suoi fan ben sanno, il viaggio non può finire così ed ecco quindi che “Il regno dei sogni e della follia” è qui per farci ancora viaggiare nel pulsante cuore Ghibli, per far sognare e far amare quella fiabesca pazzia che da sempre è il marchio dello Studio.
Un documentario importante per alzare ancora il sipario su una macchina dei sogni che mai mancherà di esistere, nei cuori di chi si è appassionato a maghi volanti, principesse guerriere, bambine-pesci e buffi spiriti dei boschi.

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