Unbroken: l’incredibile storia di un uomo che ha sofferto, combattuto e vinto

Antonella Cabras-

Prima atleta olimpionico, poi sopravvissuto di guerra durante la Seconda Guerra Mondiale: la storia di Louis Zamperini arriva oggi nelle sale italiane, diretta da Angelina Jolie e distribuita dalla Universal Pictures

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Ci sono storie che sembrano fatte apposta per diventare film poiché sono cariche di quegli elementi perfetti per il grande schermo: sofferenza, riscatto e speranza. Una di queste è sicuramente quella della vita di Louis Silvie “Louie” Zamperini, il mezzofondista americano figlio di immigrati italiani, che ha destato l’ammirazione di Hitler alle Olimpiadi di Berlino del 1936 (Hitler lo appellò “il ragazzo dal traguardo veloce”) e che è sopravvissuto agli squali del Pacifico e alle torture dei giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale.

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La storia ha attirato l’attenzione dell’autrice Laura Hillenbrand che ha pubblicato un romanzo dal titolo “Unbroken (edito da Mondadori nel 2012 e pubblicato col titolo italiano Sono ancora un uomo). Dopo aver letto il libro, a sua volta, l’attrice e regista Angelina Jolie è rimasta estremamente colpita, decidendo di trasporre cinematograficamente il romanzo. Ad aiutarla nella realizzazione della pellicola il direttore della fotografia plurinominato agli Oscar (ben 10 volte) Roger Deakins e i fratelli Joel e Ethan Coen che si sono occupati della sceneggiatura.

Il film è un dramma epico che racconta l’incredibile storia dell’atleta olimpionico Louis “Louie” Zamperini, costretto ad arruolarsi per via dell’entrata in guerra. La guerra è la Seconda Mondiale e vede perciò parte dei soldati americani fronteggiare i giapponesi nel Pacifico. Louie è assegnato all’aviazione, conducendo raid mirati ad indebolire le forze armate nipponiche. Insieme ad altri due membri dell’equipaggio riesce a sopravvivere su una zattera per 47 giorni, in seguito a un disastroso incidente aereo, per poi essere catturato dalla Marina giapponese e spedito in un campo di prigionia.

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Il protagonista ha il volto di Jack O’Connell, giovane attore inglese conosciuto principalmente per il ruolo di James Cook in “Skins” (serie televisiva britannica). O’ Connell ha il viso giusto per incarnare un giovane che da subito è vittima di bullismo perché italiano e non pienamente integrato. L’unico a credere in lui è il fratello Pete, che lo sprona ad essere migliore di ciò che è, iniziandolo alla corsa, esemplificazione perfetta di un’attività che richiede resistenza e motivazione per un lungo periodo: “un momento di gloria vale una vita di dolore”, dirà Pete ad un Louie in procinto di partire per le Olimpiadi. Louie trova il suo riscatto nello sport, riuscendo ad ammaliare chiunque con la sua spontaneità.

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O meglio, quasi tutti, poiché durante la prigionia proprio questo suo fascino, otterrà la nefasta attenzione di “The Bird” (interpretato dall’attore giapponese Miyavi), una crudele guardia del campo, che fin da subito prenderà di mira il ragazzo divertendosi ad umiliarlo.


Del suo personaggio, O’ Connell dice: “Mi sono sentito onorato di poter immortalare la storia di un uomo che aveva vissuto tre o quattro vite. É stata un’esperienza colossale. É stato interessante scoprire come Louie è diventato così tenace, ciò che imparato sulla pista da corsa e il modo in cui tutto questo lo ha aiutato nel campo di prigionia. L’immensità di ciò che Louie ha passato, ciò che ha dovuto superare per sopravvivere è sbalorditivo. Ed è qualcosa che porterò con me per sempre”.

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I due sfortunati compagni di naufragio di Zamperini sono Russell Allen “Phil” Phillips interpretato da Domnhall Gleeson, apparso recentemente in “Frank” (al fianco di Michael Fassbender) e Francis “Mac” McNamara che ha il volto di Finn Wittrock, visto nei panni dello psicopatico Dandy nella quarta serie di American Horror Story appena conclusa.
Protagonisti al fianco di O’Connell, Gleeson e Wittrock, appaiono Garrett Hedlund e John Magaro nelle vesti dei compagni prigionieri di guerra, che vivono un cameratismo inaspettato durante il loro internamento, mentre Alex Russell interpreta il fratello di Zamperini, Pete.

Come già accennato, alla regia troviamo Angelina Jolie, alla sua terza prova dietro la macchina da presa, dopo il documentario “A Place in Time (2007) e “Nella terra del sangue e del miele”, film del 2011 con al centro il tema del conflitto della ex Jugoslavia. La Jolie, come tutti sanno, non è solo un’artista, ma è anche e soprattutto un’attivista e promotrice per combattere le grandi crisi mondiali, tant’è che è stata nominata ambasciatrice dell’UNHCR.

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Nonostante questo, in “Unbroken” la regista non si concentra tanto sulla componente militare, quanto sulla tragedia personale.
La pellicola procede volutamente su due binari: uno che mostra la guerra e l’altro basato sui flashback inerenti al passato del protagonista, per mostrare allo spettatore come Zamperini sia riuscito a forgiare il suo carattere fin da piccolo, diventando quell’ indistruttibile, che dà il titolo al film.
La Jolie parla di “grande responsabilità” nel portare sul grande schermo una storia così meravigliosa e afferma che “nonostante momenti bui e molto difficili che sembrano senza speranza, la forza dell’essere umano è una cosa straordinaria che riesce a superare tutto“.

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Il film scorre dunque mostrando la presentazione del protagonista, per poi passare al racconto del naufragio e della prigionia, volendo forse arrivare all’esaltazione delle doti fisiche e mentali di Louie, veramente sorprendenti se si pensa che il tutto è tratto da una storia vera. La storia ha attirato l’attenzione di uno spettatore molto particolare, stiamo parlando del Papa, al quale è nota la straordinaria esperienza di vita di Louis Zamperini e che ha considerato favorevolmente l’opportunità di proiettare il film l’ 8 gennaio presso la Casina Pio IV, nella sede della Pontificia Accademia delle Scienze. Angelina Jolie si è recata a Roma per presenziare all’evento insieme a Luke Zamperini, il figlio del protagonista della storia (purtroppo lo stesso Zamperini non ha potuto assistere alla speciale proiezione poiché è morto lo scorso luglio all’età di 97 anni).
Essere invitati a proiettare Unbroken in Vaticano è un onore ed un tributo all’eredità di Louis, un uomo di fede che testimonia il potere del perdono e della forza dello spirito umanoha dichiarato Angelina Jolie. “Si tratta di temi universali che ovunque nel mondo sono alla radice dell’esperienza umana.

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Le musiche originali della soundtrack, sono opera del compositore francese di colonne sonore cinematografiche Alexandre Desplat, che nel 2007 ha vinto il Golden Globe per la migliore colonna sonora originale per il film “Il velo dipinto. L’album relativo alla colonna sonora, è stato rilasciato in Italia il 16 dicembre 2014 e contiene un totale di 24 tracce, una delle quale è l’inedito dei Coldplay intitolato “Miracles”.

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Costruendo la pellicola mischiando film epico e biopic, la Jolie rappresenta la forza di un uomo determinato e coraggioso, che non si piega agli eventi, ma resiste stoicamente alle peggiori torture, per poter tornare alla sua vita e abbracciare ancora una volta la sua famiglia.  Un dramma bellico e una vicenda umana inserita nella grande Storia.

Sicuramente non è un film che lascia indifferenti.

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