Uno sguardo sulla città, incontri e scontri a Torino

Matteo Tamborrino – Foto Toni Spagone /Realy Easy Star – 

Torino, capitale di buon gusto. Dai filosofi alla gente comune: «È il giusto compromesso tra eleganza e integrazione»

Mole Antonelliana con Luci d'Artista "Il Volo dei Numeri" di Mario Merz © Toni Spagone - Realy Easy Star
Mole Antonelliana con Luci d’Artista “Il Volo dei Numeri” di Mario Merz
© Toni Spagone – Realy Easy Star

«Torino mi sembra la città più graziosa d’Italia e, per quel che credo, d’Europa, per l’allineamento delle strade, la regolarità delle costruzioni e la bellezza delle piazze». E se lo diceva Charles De Brosses, possiamo fidarci. Torino, città magica e mistica, antica e all’avanguaria, sobria e sontuosa. Il giusto scontro tra “falso e cortese”, che ogni giorno, dal 2006, attira sempre più turisti. Ma noi, quanto la conosciamo veramente? Una passeggiata per le vie del centro, per impegnare un paio d’ore tra un esame universitario e l’altro, per occupare un afoso pomeriggio estivo o anche solo per ingannare la noia, ci aiuterà a scoprirlo.

Il cortile del Palazzo Carignano © Toni Spagone - Realy Easy Star
Il cortile del Palazzo Carignano
© Toni Spagone – Realy Easy Star

La roccaforte sabauda nei secoli cresce, si sviluppa e si espande, ma il processo che la rende la Torino che oggi noi tutti possiamo ammirare si deve ad un particolare compromesso espressivo tra gusto francese, esuberanti pillole di barocco e influenze classiche. L’impostazione urbanistico-architettonica e il pregio artistico della città soddisfano la volontà di trasformare un ex-accampamento in capitale estetica. Situazione questa – si potrebbe obiettare – comune a molte città di antica fondazione romana. Non proprio. Perché qui la volontà di rinnovamento (e di triplice ampliamento) si collega a precise necessità politiche: non si dimentichi infatti che nel 1573 la capitale del ducato di Savoia viene spostata da Chambery a Torino, che deve dunque presentarsi – da questo momento in poi – come un centro di respiro europeo, o meglio come l’elegante living room dei futuri reali.

Residenze Sabaude in Piazza Castello.  Il Palazzo Madama  © Toni Spagone - Realy Easy Star
Residenze Sabaude in Piazza Castello. Il Palazzo Madama
© Toni Spagone – Realy Easy Star

Ma abbandoniamo queste pedantesche notazioni storiche per metterci in viaggio e scoprire qualche curiosità. Un paio di scarpe né troppo comode, né non troppo à la page è ben gradito. Innazitutto, notiamo che dire Torino equivale a dire piazze. Dalla sconfinata piazza Vittorio con il suo cicaleccio “weekendiale” a piazza Carignano, patria degli eterni secondi: fu infatti residenza del ramo cadetto dei Savoia e culla di Vittorio Emanuele II – quest’ultimo, però, destinato a diventare un primo (re) memorabile. Un altro compromesso, dunque. Un altro scontro. E quanti sapevano che le modanature sopra le finestre del palazzo, oggi meta di inquiete scolaresche, sono in realtà degli indiani pellerossa stilizzati (a ricordo degli ostaggi della guerra in Canada, combattuta nel 1667)?

Piazza San Carlo. Statua di Emanuele Filiberto © Toni Spagone - Realy Easy Star
Piazza San Carlo. Statua di Emanuele Filiberto
© Toni Spagone – Realy Easy Star

In questa rapida carrellata di monumenti, più che sulle palle di cannone ancora visibili sulle facciate di Piazza San Carlo (dimora dell’Alfieri), sulle chiese gemelle (eterozigoti) di Santa Cristina e San Carlo Borromeo, sul fatto che la matrona della Gran Madre guardi verso il presunto Graal o sull’ubicazione dell’ingresso degli Inferi (che sarebbe il luogo adatto per avviare un pub death metal, presso cui fare sosta dopo un film all’Ideal e un panino al Mc’s), è invece il caso di insistere su un’ulteriore collisione: i bassi edifici del centro contrapposti alle svettanti prospettive della Mole e delle cupole del Guarini (quella dietro il Duomo rinascimentale e quella di San Lorenzo). Prospettive, per altro, reduplicate dagli ultra-moderni grattacieli in costruzione firmati Fuksas e Piano.

Chiesa Gran Madre di Dio. Statua della Fede © Toni Spagone - Realy Easy Star
Chiesa Gran Madre di Dio. Statua della Fede
© Toni Spagone – Realy Easy Star

Due passanti, che per comodità chiameremo Nietzsche e Nostradamus (dai nomi dei più illustri e stravaganti visitatori della bela Turin), si fermano in due punti nevralgici della City piemontese. Il primo, nella piazza-a-piscina Valdo Fusi, ricorda gli anni del jazz, della Taverna Sobrero e di Piero Angela, che – a quanto pare – non è stato soltanto un efficace divulgatore scientifico. L’altro invece, davanti allo storico Caffé Mulassano, ci saluta dicendo: «Torino? È il giusto compromesso tra eleganza e integrazione». Quindi: armatevi della vostra cartina e buon viaggio.

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