Viaggi temporali e un killer da fermare per il Thriller di fantascienza “Predestination”

Antonella Cabras –

Calorosa accoglienza per la nuova pellicola dei fratelli Spierig,  distribuita dalla Notorious Pictures, in cui si riflette sul concetto di predestinazione grazie ai viaggi nel tempo

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Varie volte è stato affrontato il tema del viaggio nel tempo, ma mai come nella pellicola di Michael e Peter Spierig lo spettatore si sente spiazzato tanto quanto il protagonista.“Predestination” mostra viaggi nel tempo, un poliziotto che deve vedersela con un terrorista, ma soprattutto con se stesso poiché la sua sanità mentale verrà messa a dura prova dai continui salti temporali.
Non è un caso che Ethan Hawke, qui nei panni dell’agente al centro del film, abbia affermato:
Chiunque dica di sapere di cosa Predestination parli…sta mentendo”.

Al suo ultimo incarico, un agente che viaggia nel tempo dovrà catturare l’unico criminale sfuggitogli nel corso della sua carriera.
La trama è alquanto semplice sulla carta ma la visione spiazza letteralmente lo spettatore e lo conduce in un vortice temporale avvincente e surreale, in cui solo i più attenti riusciranno a cogliere in anticipo gli indizi che porteranno al colpo di scena finale, che di sicuro, lascerà a bocca aperta.

La sceneggiatura è tratta dal romanzo di Robert A. Heinlein dal titolo “Tutti voi zombie“, letto da Peter Spierig anni fa. “Non avevo mai letto una storia di viaggi nel tempo come quella”, afferma il regista “e non credo che ce ne possa essere un’altra simile in futuro”.
Il libro, edito da Mondadori, inizia con La Madre Nubile (uno pseudonimo per la confessione), che racconta la strana storia della vita di un barista, che si scopre svolgere un ruolo molto più ampio nella storia di quanto inizialmente potesse sembrare. La storia coinvolge diversi complicati viaggi spazio temporali interconnessi tra loro, e l’azione si sposta dal 1945 al 1993.

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Cruciali i ruoli della cosiddetta Madre Nubile e del barista, i quali vedranno i loro destini incrociarsi, separarsi e poi intrecciarsi in varianti sempre più complesse, pedine predestinate del fato e del tempo.
Ethan Hawke aveva già lavorato nel precedente film dei fratelli Spierig “Daybreakers – L’ultimo vampiro” e ai due registi era piaciuto molto quello che l’attore aveva apportato al suo ruolo. Michael Spierig riassume ciò che li ha portati alla scelta di Ethan: “Ethan è un attore di talento, un gran collaboratore. Gli piace essere coinvolto nella sceneggiatura, dà suggerimenti. È una tale gioia quando gli attori si mettono in gioco, non si limitano solo a leggere le battute: vogliono contribuire alla storia” .
Il ruolo di Hawke diventerà man mano sempre più misterioso e ambiguo, in un film dove non ci sono personaggi solo buoni o cattivi. 

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Più complicata è stata la scelta della Madre Nubile, personaggio chiave quanto quello del barista. I registi hanno trovato in Sarah Snook l’attrice perfetta. Quest’ultima ha centrato la parte fin da subito e la sua performance è risultata talmente coinvolgente ed entusiasmante da aver meritato un “AACTA Award” per il suo ruolo nel film.
L’attrice ha il merito di saper cambiare e trasformarsi completamente nel corso della vicenda riuscendo a convincere lo spettatore fino alla fine. Non è un caso che buona parte del film sia dedicato alla figura e alla storia personale del suo personaggio e probabilmente il flashback sulla sua vita (se di flashback si può parlare in un film costellato di infinito viaggi temporali), è il punto di forza del film.
Il produttore Tim McGahan era stupito dalla trasformazione dell’attrice nel corso del film:“Una delle cose più sorprendenti è stato guardare Sarah che diventava la Madre Nubile, dal casting iniziale fino alle riprese sul set…. era incredibile. Sarah è un talento straordinario e in questo film dimostra pienamente le sue abilità e la sua versatilità”.

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Una parte fondamentale della pellicola è la fotografia a cura di Ben Nott, che ha avuto l’arduo compito di rendere credibili le epoche che si susseguono: “I periodi sono definiti principalmente dall’architettura e dal design. Essenzialmente sono gli elementi che distinguono i momenti del film. Ho scelto alcuni colori campione e li ho iniettati nei diversi periodi di tempo. Per esempio un effetto ‘sodio’ per gli anni ’70, invece un aspetto leggermente desaturato per gli anni ’40, con un filtro diverso per far sì che la direzione artistica e le scenografie costringessero il pubblico a un viaggio”.
Il film stesso, d’altronde, cambia continuamente atmosfera passando dal poliziesco al noir anni ’40, dal thriller moderno al drammatico, senza dimenticare la prepotente storyline  fantascientifica che regge tutta la struttura narrativa.

Verrete letteralmente trascinati dalla pellicola in una storia di fantascienza intricata ma decisamente convincente (siamo forse di fronte alla più bella rappresentazione dell’idea di viaggio nel tempo realizzata nella storia del cinema). Inizialmente sarete confusi, ma con il passare dei minuti tutti i pezzi del puzzle andranno a posto delineando una storia inaspettata e incredibile con un finale mozzafiato, capace di far riflettere sull’esistenza del singolo individuo e appunto sul concetto di predestinazione.

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