Viaggio nell’interiorità con la mostra “Rainbow Dance” a Torino

Redazione – 

La Burning Giraffe Art Gallery ospita la personale di Demian fino al 19 settembre. 15 opere per raccontare la liberazione espressionistica dell’interiorità sotto forma di pulsioni cromatiche

image001Potrei credere solo a un dio che sapesse danzare. E quando ho visto il mio demonio, l’ho sempre trovato
serio, radicale, profondo, solenne: era lo spirito di gravità, grazie a lui tutte le cose cadono. Non con la
collera, col riso si uccide. Orsù, uccidiamo lo spirito di gravità. Ho imparato ad andare: da quel momento mi
lascio correre. Ho imparato a volare: da quel momento non voglio più essere urtato per smuovermi. Adesso
sono lieve, adesso io volo, adesso vedo al di sotto di me, adesso è un dio a danzare, se io danzo“.
Friedrich Nietzsche – Così parlo Zarathustra

DSC_1693 Questa l’ispirazione da cui nasce “Rainbow Dance“, mostra personale del giovane pittore Paolo Lupo, in arte Demian (Torino, 1987). Ospitata negli spazi espositivi della Burning Giraffe Art Gallery di Via Eusebio Bava 8/a, è composta da una collezione di quindici opere su carta, ognuna delle quali è una tappa di un percorso di evoluzione artistica teso alla liberazione espressionistica dell’interiorità sotto forma di pulsioni cromatiche.

Come lo Zarathustra di Friedrich Nietzsche, l’artista si muove a passo di danza. La Danza Arcobaleno cadenzata dall’allestimento è un crescendo tanto estetico quanto conoscitivo e segue i passi di una maturazione che hanno portato l’artista a perdere la sicurezza elegante, ma rigida, della figura, per ritrovare se stesso nell’immediatezza di un’astrazione eterea e melliflua. Più che silhouette, o profili, i ritratti di Demian sono visualizzazioni energetiche, traduzioni cromatiche dell’interiorità dei personaggi protagonisti dei dipinti, che, inevitabilmente, si congiungono con quella dell’artista stesso, il quale è tutt’uno con le sue opere, sin dalla scelta del nome d’arte, che fa riferimento sia all’omonimo romanzo di Herman Hesse, che alle tradizioni mistiche, gnostiche e neoplatoniche.

DSC_1690Nell’Apologia di Socrate, Platone faceva dire al suo maestro: “C’è dentro di me non so che spirito divino e demoniaco; è come una voce che io ho dentro sin da fanciullo; la quale, ogni volta che mi si fa sentire, sempre mi dissuade da qualcosa che sto per compiere, e non mi fa mai proposte“. Quella voce è il dáimōn, o démone, la parte divina dell’essere umano, che lo infonde di coscienza morale e lo apre all’illuminazione artistica.

Nei dipinti di Demian confluiscono secoli di filosofie e religioni, che si trasfigurano nell’immediatezza e nella profondità del colore, nella leggerezza serena di una danza arcobaleno.

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