Vinyl: La musica rock raccontata a tinte forti

Michele Li Noce – 

Mick Jagger e Martin Scorsese, due mostri sacri nei rispettivi generi, si sono uniti per raccontare il rock degli anni 70. Il risultato è un prodotto crudo e realistico ma forse per palati fini

Foto di gruppo dei protagonisti di Vinyl.
Foto di gruppo dei protagonisti di Vinyl.

Il canale HBO, che si distingue sempre per una produzione di altissima qualità e per la forza delle tematiche proposte, ha deciso di scommettere facile questa volta, producendo una serie che già in partenza aveva tutte le caratteristiche per diventare un Cult.

Quando fra gli ideatori e produttori si leggono i nomi di Mick Jagger, leader dei Rolling Stones unito a quello del regista e produttore Martin Scorsese in una serie che parla dei mitici anni 70, fatti di Rock, sesso, droga, pop Art, la scelta di HBO non poteva che essere quella di trasmettere questa serie.

Richie Finestra è interpretato da Bobby Cannavale.
Richie Finestra è interpretato da Bobby Cannavale.

Di cosa parla “Vinyl”? Suddivisa in 10 episodi con un pilot da quasi 2 ore, diretto dallo stesso Scorsese, racconta le vicende di Richie Finestra (Bobby Cannavale). Richie, manager dell’immaginaria American Century records è alle prese con una cessione della sua azienda alla Polygram e con vari drammi familiari e personali che lo porteranno a rivivere con flashback in che modo è arrivato a quel punto delle sua vita.

Devon rinuncia per amore a diventare la musa di Andy Warhol.
Devon rinuncia per amore a diventare la musa di Andy Warhol.

Proprio l’uso ampio dei flashback anche da parte dei co-protagonisti come la moglie Devon (Olivia Wilde), ci aiutano a comprendere meglio la personalità contorta dei protagonisti. Richie è un uomo nato col talento di saper riconoscere al volo chi  sa davvero far musica da vendere. Con un passato anche legato alla malavita e a discutibili scelte personali, l’uomo si fa largo nel difficile mondo della discografia che proprio in quegli anni assume sempre più le proporzioni di vero e proprio fenomeno di massa, grazie anche all’avvento delle Band rock come “Who”, “Led Zeppelin” gli stessi Rolling Stones.

I flashback ci aiutano a capire meglio il percorso dei protagonisti.
I flashback ci aiutano a capire meglio il percorso dei protagonisti.

In questo mondo in continua ricerca dei talenti da lanciare in un mercato sempre in crescita, i protagonisti si muovono tutti seguendo un proprio ritmo musicale. Così Richie, che ha in se l’anima rock e ribelle, capace di ire violentissime e pianti disperati da uomo fragile, torna a far uso di droghe e alcool alla vigilia della vendita della sua casa discografica.

Devon, sua la moglie è stata una frequentatrice della Factory di Andy Warhol e per amore ha rinunciato non senza rimpianti a un futuro certo di musa ispiratrice dell’uomo che di fatto creò la Pop Art. Sposata e madre di due figli, vede il proprio marito ricadere nelle sue vecchie ossessioni e vizi, senza poter fare altrettanto in quanto legata alle sue responsabilità di madre.

Un'altra scena tratta dalla serie TV
Un’altra scena tratta dalla serie TV

La sensazione, dopo i primi episodi è che ci troviamo davanti a una serie un po’ difficile da seguire, specie per chi non ha potuto vivere da dentro quel periodo storico. Anche i brani utilizzati per la colonna sonora, sono per la maggior parte non propriamente popolari e prevalentemente un buon conoscitore del Rock anni 70 è in grado di poter apprezzare a pieno l’accompagnamento musicale che in qualche maniera è legato allo svolgersi delle vicende.

Lo spettatore viene buttato dentro gli anni 70 come se fossero l’epoca attuale, immerso fin dai primi minuti in quell’ambiente in evoluzione e che ha portato la musica non solo Rock, ma pensiamo anche alla disco music, a diventare punto di origine di gran parte dei movimenti musicali dei decenni a venire.

Nel cast anche il figlio di Mick Jagger e Jerry Hall.
Nel cast anche il figlio di Mick Jagger e Jerry Hall.

Ogni singolo episodio va seguito con molta attenzione e sebbene le vicende si dipanino abbastanza linearmente, resta una difficoltà di fondo che è quella di riuscire ad avere un quadro chiaro e completo di ciò che si sta guardando. Questo non significa che la serie non meriti una visione almeno del pilot, se non altro per la regia, ma che bisogna partire dal presupposto che non è uno show per tutti i palati.

Anche i dati di ascolto, non eccezionali, confermano la sua osticità, ma malgrado tutto questo, HBO ha confermato che la serie avrà una seconda stagione da 10 episodi come quella attualmente in onda.

La serie ha già avuto il rinnovo a pochi giorni dalla messa in onda della premiere.
La serie ha già avuto il rinnovo a pochi giorni dalla messa in onda della premiere.

Noi pensiamo che, visto l’ambizioso progetto, si potevano smussare alcuni angoli per rendere più fruibile il prodotto anche alle nuove generazioni che non hanno potuto apprezzare a pieno tutte le sfumature offerte da “Vinyl” limitandosi alla parte di trama più legata al dramma in senso stretto.

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