Westworld: I robot hanno un’anima?

Michele Li Noce – 

Scopri Westworld, una serie destinata a diventare di culto, sia per l’ottimo cast che per la storia che racconta. Imperdibile!

La HBO ci ha abituato da tempo a prodotti di alta qualità. Basta citare “Game of Thrones” per capire la forza di questa rete televisiva. Quest’anno, dopo molti rimandi, molte congetture, blocchi e qualche mistero, è arrivato “,” remake in chiave moderna e seriale dell’omonimo film di Michael Crichton del 1973.

L'arrivo del treno a inizio Serie TV ci ha ricordato vagamente la stessa scena in C'era una volta il West di Sergio Leone.
L’arrivo del treno a inizio Serie TV ci ha ricordato vagamente la stessa scena in C’era una volta il West di Sergio Leone.

Noi ci limiteremo a una recensione della serie TV anche se consigliamo nel caso non l’aveste fatto, la visione del film che è la base entro cui si muove l’azione della serie TV.

Thandie Newton interpreta la tenutaria del Bordello.
Thandie Newton interpreta la tenutaria del Bordello.

Westworld racconta le vicende di un gigantesco parco a tema western i cui personaggi presenti non sono altro che sofisticati robot in grado di interagire fra loro e con il pubblico pagante. Quest’ultimo viene coinvolto in diverse pericolose missioni, oppure, semplicemente viene fatto divertire grazie alla bellissime donne di piacere dei saloon, luoghi perfettamente ricostruiti.

Una delle scene più intense e drammatiche di questa prima parte di stagione.
Una delle scene più intense e drammatiche di questa prima parte di stagione.

Il malfunzionamento di alcuni robot, unito alla misteriosa comparsa di uno strano personaggio vestito di nero (Ed Harris), porta alcuni di essi in laboratorio per le riparazioni e qualcuno inizia a rendersi conto che forse i Robot cominciano ad avere dei ricordi, e dei sentimenti che in realtà non gli appartengono.

Ed Harris è l'uomo in nero.
Ed Harris è l’uomo in nero.

Il loro creatore, il Dottor Ford (Anthony Hopkins), ha ideato i primi robot, cercando poi di migliorarne la struttura fino a realizzare esatte copie dai comportamenti quasi umani. Ed è proprio quel “quasi” che rende scettici tutti gli uomini dei laboratori di robotica di Westworld che si interrogano sulla possibilità che un essere meccanico possa avere coscienza di se, ricordi e un’anima.

Hopkins interpreta da par suo, un ruolo difficile e complesso come quello del Dottor Ford.
Hopkins interpreta da par suo, un ruolo difficile e complesso come quello del Dottor Ford.

Ford non è ne sensibile ne disumano, ma vede i robot come proprie creature sulle quali ha diritto di vita e di morte e questa sensazione si recepisce molto bene nell’episodio 3. Probabilmente l’essere così vicino a un ruolo simile a quello di un Dio, fa di Ford un personaggio davvero complesso e solo un grande Hopkins poteva renderlo in modo così perfetto, con l’aria bonaria di un buon padre incapace però di capire che le sue creature stanno evolvendo al di là della sua volontà.

L'ambientazione western è stata perfettamente ricostruita.
L’ambientazione western è stata perfettamente ricostruita.

Eppure nel drammatico e toccante dialogo fra Ford e il Robot Peter Abernathy, si intuisce che qualcosa sta cambiando anche se viene liquidato con un semplice guasto che mette fuoriuso il personaggio (che viene sostituito).

Dietro a questo, che definire Remake sarebbe riduttivo, ci sono personaggi noti del panorama cinematografico e televisivo a partire dall’ormai famoso e pluridecorato JJ Abrams per proseguire poi con Jonathan Nolan, produttore, sceneggiatore e regista molto apprezzato per serie come Person of Interest e per il ciclo di Batman con Christian Bale.

Ancora una scena tratta dalla serie TV.
Ancora una scena tratta dalla serie TV.

Fra le star chiamate a questa produzione, citiamo Thandie Newton, nel ruolo di Maeve Millary tenutaria del bordello del Far West, Jeffrey Wright nel ruolo di Bernard Lowe, uno dei massimi esperti di robot al servizio del parco e Evan Rachel Woods che interpreta perfettamente il robot più anziano del parco, la giovane Dolores Abernathy.

Nel complesso, e giunti al terzo episodio, possiamo dire che Westworld tocca le giuste corde dello spettatore e sebbene in modo non immediato, lo porta dentro il parco divertimenti del quale però si ha una visuale non idilliaca, ma drammaticamente reale. Come si potrà porre l’uomo davanti alla constatazione che un Robot, un essere meccanico sofisticato è in grado di mantenere dei ricordi malgrado un accurato back-up e che riesce a provare sentimenti non programmati?

Dolores è il robot più vecchio del parco a tema.
Dolores è il robot più vecchio del parco a tema.

Noi tutti credo, abbiamo ripensato, durante i dialoghi fra lo staff e i robot del parco, agli interrogatori per scovare gli androidi in Blade Runner e come non collegare la ricerca di un anima, di una propria autonoma esistenza con IA Intelligenza Artificiale di Spielberg, che tra l’altro si ricollega in chiave futurista al famosissimo Pinocchio di Collodi?

Scena emblematica. L'uomo tiene alla corda un Robot. Per quanto ancora?
Scena emblematica. L’uomo tiene alla corda un Robot. Per quanto ancora?

Dolores proprio perché è la più anziana, è quella che strato dopo strato, malgrado le cancellazioni, ha mantenuto dentro di se quella base di ricordi che lentamente gli stanno facendo assumere una sorta di autocoscienza di se. Sebbene impercettibilmente le sue azioni non sono più meccaniche, dettate da uno schema, ma ne escono fuori per diventare scelte autonome, malfunzionamenti, come se il libero arbitrio sia un guasto. Ma a volte non è considerato tale anche fra gli uomini? La libertà di decidere il proprio destino non ci è sempre più spesso impedita dalla vita, dalle etichette e dalle imposizioni? Sono i Robot di Westworld che stanno diventando umani o sono gli Umani che stanno diventando i veri automi?

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