Antifurto che scatta senza motivo: da cosa dipendono i falsi allarmi?

Sentire la sirena dell’antifurto mentre in casa non sembra essere successo nulla è un problema più fastidioso di quanto possa apparire. Se l’episodio si ripete, infatti, si rischia di perdere fiducia nell’impianto e di considerare ogni segnalazione come l’ennesimo falso allarme.
Un antifurto che scatta senza motivo non significa però necessariamente che il sistema sia guasto. L’origine dell’anomalia può trovarsi in un sensore, nella configurazione dell’impianto, nelle condizioni dell’ambiente oppure in un componente che ha bisogno di manutenzione.
Prima di modificare impostazioni o sostituire dispositivi conviene quindi partire da una domanda molto semplice: quale zona dell’impianto ha generato l’allarme e in quali condizioni è successo? Ricostruire questi elementi permette spesso di restringere notevolmente le possibili cause.
Perché un antifurto scatta senza un’intrusione?
Un impianto di allarme utilizza più dispositivi per rilevare situazioni considerate anomale. A seconda della configurazione possono essere presenti:
- sensori volumetrici;
- contatti magnetici su porte e finestre;
- dispositivi perimetrali;
- sensori installati all’esterno e sistemi collegati alla videosorveglianza.
Ognuno reagisce a determinati eventi. Un falso allarme può quindi verificarsi quando il dispositivo interpreta come sospetta una condizione che in realtà non corrisponde a un tentativo di intrusione.
Gli impianti moderni dispongono generalmente di informazioni sugli eventi registrati e sulle zone che hanno generato l’allarme. Consultare questi dati, secondo le modalità previste dal produttore, può rappresentare il primo passo per individuare il problema.
Come capire quale sensore provoca il falso allarme?
Bisogna cercare delle ricorrenze, rispondendo a domande molto semplici:
L’allarme parte sempre dalla stessa stanza?
Succede soltanto di notte?
Si verifica quando una determinata finestra è chiusa?
Compare durante giornate molto ventose?
Accade quando in casa rimane un animale?
Ogni informazione può aiutare. Se, per esempio, tutti gli episodi provengono dallo stesso sensore, è ragionevole concentrare lì le verifiche anziché modificare l’intero impianto. Se invece le segnalazioni provengono ogni volta da zone differenti, bisognerà considerare anche altre possibilità, compresa la configurazione generale o lo stato del sistema.
Nella progettazione e installazione di un impianto di antifurto e videosorveglianza è importante valutare il posizionamento dei dispositivi, la calibrazione e la manutenzione nel funzionamento complessivo del sistema.
Animali, tende e vento possono far partire l’antifurto?
Dipende dal tipo di sensore e dalla sua configurazione. I sensori di movimento devono distinguere ciò che avviene nell’ambiente e trasformarlo in un segnale interpretabile dalla centralina.
In alcune condizioni, elementi presenti nella stanza possono contribuire alla generazione di segnalazioni indesiderate. Tra quelli da considerare possono esserci:
- animali domestici;
- tende;
- variazioni ambientali particolari;
- posizionamento non ottimale del sensore.
Questo non significa che ogni movimento faccia automaticamente partire l’allarme. Molti sistemi dispongono di tecnologie e configurazioni progettate proprio per limitare le segnalazioni indesiderate.
Quando però i falsi allarmi iniziano dopo una modifica dell’ambiente, per esempio dopo aver spostato mobili o introdotto un animale domestico, questo elemento dovrebbe essere comunicato a chi verifica l’impianto.
Batterie scariche e scarsa manutenzione possono incidere?
Un sistema di sicurezza contiene componenti che devono rimanere efficienti nel tempo. Nei dispositivi alimentati a batteria è necessario seguire le indicazioni del produttore riguardo a controllo e sostituzione.
Anche altri sensori utilizzati per la sicurezza domestica, come i rilevatori di gas e sensori, necessitano di manutenzione coerente con tecnologia e vita utile del dispositivo.
Il principio è semplice: un sistema installato correttamente non può essere considerato immutabile per sempre. Componenti, batterie, collegamenti e condizioni ambientali possono cambiare. Per questo manutenzione e controllo periodico fanno parte della gestione dell’impianto.
Gli antifurti wireless possono avere anomalie di comunicazione?
Un sistema wireless utilizza comunicazioni radio tra i diversi componenti. In presenza di un problema ricorrente, anche la comunicazione tra sensore e centrale può essere uno degli aspetti da verificare.
Non è però utile attribuire automaticamente ogni falso allarme a una generica “interferenza”. Bisogna prima controllare ciò che il sistema registra e seguire le procedure diagnostiche previste dal produttore o dall’installatore.
Un problema di comunicazione, un sensore che rileva un evento indesiderato e un componente guasto sono infatti fenomeni differenti. La diagnosi serve proprio a distinguerli.
Un antifurto elimina il rischio di furto?
No. Un impianto di allarme è uno degli elementi della sicurezza domestica, non è una garanzia assoluta.
Nella pagina dedicata ai consigli contro i furti in casa, la Polizia di Stato suggerisce il sistema di antifurto elettronico come misura utile per rendere più sicura un’abitazione. Ma la sicurezza domestica funziona meglio quando viene considerata come un sistema.
Serrature, accessi, illuminazione e abitudini di chi vive nell’immobile contribuiscono tutti al risultato. Un antifurto che genera continuamente falsi allarmi, però, rischia di compromettere uno degli aspetti fondamentali del sistema: la fiducia di chi lo utilizza.
Quando basta una regolazione e quando può esserci un guasto?
Se l’anomalia nasce da una configurazione non adeguata all’ambiente, potrebbe essere sufficiente correggere l’impostazione o il posizionamento di un dispositivo. Se invece esiste un componente deteriorato o guasto, potrebbe essere necessaria la sostituzione.
L’importante è non arrivare alla conclusione prima della verifica. Una volta individuata la causa diventa molto più semplice decidere l’intervento.
Quando e da chi conviene far controllare l’impianto?
Quando i falsi allarmi continuano nonostante i controlli previsti per l’utilizzatore, provengono dalla stessa zona o non è possibile comprenderne la causa, può essere necessario far verificare sensori, configurazione e centralina.
Prima di scegliere a chi affidare l’intervento è utile valutare non soltanto ciò che viene proposto, ma anche le esperienze di altri clienti. Sul sito di Edilnet sono pubblicate recensioni degli utenti riferite alle aziende di impianti antifurto presenti sul territorio.
Le recensioni possono essere utilizzate come uno degli elementi di valutazione, su aspetti come puntualità, trasparenza e impressione generale dei clienti precedenti. Ma non sostituiscono naturalmente la verifica delle competenze.
Come ridurre il rischio di falsi allarmi?
La prevenzione comincia prima dell’installazione. Un sistema dovrebbe essere progettato considerando:
- caratteristiche dell’abitazione;
- numero e tipologia degli accessi;
- presenza di animali;
- aree esterne;
- abitudini degli occupanti;
- tecnologia scelta;
- eventuale integrazione con videosorveglianza e domotica.
Dopo l’installazione bisogna conoscere almeno le funzioni fondamentali del sistema e conservare la documentazione. È inoltre utile registrare eventuali anomalie invece di limitarsi a disattivare l’allarme ogni volta che suona.
Un antifurto che scatta senza motivo, quindi, non dovrebbe essere né ignorato né considerato automaticamente da sostituire. Prima si identifica l’origine della segnalazione. Poi si stabilisce se il problema dipende dall’ambiente, dalla configurazione, dalla manutenzione o da un componente.
Solo a quel punto è possibile intervenire in maniera mirata, mantenendo il sistema affidabile senza trasformare ogni sirena in un allarme che nessuno prende più sul serio.