Veduta panoramica del parco di San Valentino e del castello medioevale a Torino

Parco del Valentino, il grande polmone verde di Torino

Tra i simboli storici della città di Torino, il Parco del Valentino è probabilmente il più noto e amato dai cittadini. Secondo Tripadvisor è il parco pubblico più amato d’Italia, non solo per la sua estensione eccezionale, ma anche per la vicinanza al centro storico, dai Po ai Murazzi.

Vediamo insieme qual è la storia di questo storico parco!

L’origine del nome

Pare che nella stessa area sorgesse un parco pubblico già in epoca romana. Non è però noto il suo nome. La zona venne chiamata “Parco San Valentino di Torino” solamente nel 1700, quando in una cappella costruita appositamente vennero riposte le reliquie del patrono omonimo. Ad oggi sono state invece spostate, verso la collina dall’altro lato del fiume.

La zona venne ufficialmente ribattezzata con il nome che porta tutt’oggi dopo che venne acquistata da Filiberto di Savoia attorno al 1550.

Da allora, generazioni e generazioni di torinesi si ritrovano al parco per fare sport, un picnic, una passeggiata o per riposare e leggere all’ombra degli alberi. Per entrare nel parco non è necessario acquistare nessun biglietto d’accesso.

Il borgo medioevale

Torino venne prescelta come capitale dell’Esposizione Universale del 1884. Per l’occasione Alfredo d’Andrade fece commissionare il Castello e il Borgo medioevale del parco del Valentino a Torino.

Sarebbe dovuto essere demolito di lì a pochi anni, ma la struttura attirò nel corso del tempo nel Castello e nel Parco del Valentino di Torino così tanti turisti che il governo della città decise di utilizzarla come plesso museale dal 1942, ancora oggi attivo e visitabile.

La struttura è una riproduzione abbastanza fedele di un antico borgo di epoca medioevale, ma ricostruito nel 1800 con tecniche per il tempo moderne. Per una maggiore immersione nell’atmosfera desiderata, fin dal primo giorno di apertura all’interno vennero aperte botteghe tradizionali del vasaio, del sarto, del fabbro, dello speziale.

La Rocca ricostruisce il prototipo del castello piemontese o valdostano, con un piano interrato di prigioni, un piano terra con cortili, giardini e stanze di servizio, oltre ovviamente alla ricostruzione degli appartamenti della famiglia e alla Cappella dedicata alle funzioni religiose.

Nel castello è oggi attiva la Facoltà di Architettura del Politecnico, con alcune sale visitabili con l’acquisto di un biglietto. Anche il borgo è visitabile, ma solo alcune sale specifiche sono a pagamento.

Il Giardino roccioso

Il Giardino roccioso di Torino è un’installazione interna al parco, visitabile gratuitamente negli stessi orari. Venne costruito nel 1961 in occasione della seconda Esposizione della città, ed è una delle attrazioni del parco più amate.

Una romantica passeggiata, un picnic, un giro di scoperta di piante esotiche, arbusti profumati e fiori variopinti: privare i più piccoli -e anche gli adulti- di tanta bellezza sarebbe davvero uno spreco, se già ti trovi nel Parco!

La città è impegnata anche nell’abbattimento delle barriere architettoniche, dunque tutte le strutture del Giardino sono utilizzabili in carrozzina ed è possibile seguire un percorso multisensoriale che non ha necessariamente bisogno della vista per venire completamente goduto nella sua interezza.