La Vendetta del Diavolo: dalla carta alla pellicola per lo straordinario romanzo di Joe Hill

Paola Boni –

Sangue e orrore per Daniel Radcliffe che interpreta al cinema il ruolo di Iggy, angosciante protagonista del romanzo di Joe Hill, figlio del Re del Brivido, Stephen Kingvendetta-del-d-670x1024Non è certo facile essere un figlio d’arte, soprattutto se si vuole conquistare una meritata fama nello stesso campo in cui eccelle il genitore famoso. Ancora più difficile lo è se tuo padre viene considerato il Re. Ne sa qualcosa lo scrittore Joe Hill pseudonimo di Joseph Hillstrom King figlio dell’indiscusso Re del Brivido Stephen King. Hill ha adottato il suo pseudonimo proprio per non subire l’ingombrante influenza del nome del padre, conquistandosi una notevole fama come scrittore prima di svelare la propria identità.

Tra i romanzi che lo hanno portato al successo internazionale c’è “La Vendetta del Diavolo”, uscito in america nel 2010 e pubblicato in italia dalla Sperling & Kupfer solo nel 2012.

Il 31 Ottobre, nelle sale Americane e del Regno Unito è uscito “Horns”, adattamento cinematografico del romanzo, diretto da Alexandre Aja e interpretato da un magistrale Daniel Radcliffe. Un’interpretazione straordinaria quella dell’attore, che regala forte spessore al film, che per trama e contenuti presenta grandi semplificazioni rispetto al romanzo.

Tornato sulla bocca di tutti, scopriamone quindi la trama, prima dell’uscita nelle sale italiane del film. Il romanzo racconta la terrificante storia di Ignatius Perrish che dopo una notte di eccessi, si sveglia con i postumi di una sbronza tremenda, un mal di testa infernale… e un paio di corna che gli spuntano sulla fronte. In un primo momento Ig pensa che siano un’allucinazione, o il prodotto di una mente alterata dalla rabbia e dal dolore. Nell’ultimo anno infatti, ha vissuto in un solitario purgatorio personale, dopo la morte della sua amata, Merrin Williams, violentata e assassinata in circostanze mai chiarite. Un esaurimento nervoso sarebbe la cosa più naturale del mondo. Ma non c’è niente di naturale in queste corna, fin troppo reali. Un tempo Ig godeva di una vita di privilegi; aveva sicurezza, soldi e un posto nella società. Aveva tutto e anche qualcosa in più, aveva Merrin, e il loro amore fatto di sogni a occhi aperti e magia. Ma l’assassinio della fidanzata si è abbattuto su Ig come una maledizione: pur essendo innocente, agli occhi della gente rimase l’unico colpevole, costretto a comprare l’assoluzione grazie al suo denaro. Tutti, ormai, l’hanno abbandonato. Tutti, tranne uno, il suo demone interiore. Posseduto da un nuovo, terrificante potere e con nuove, spaventose sembianze, per Ig è arrivato il momento di trovare il mostro che ha ucciso Merrin e ha distrutto la sua vita. Essere buono non lo ha portato da nessuna parte. È il momento di una piccola vendetta. È tempo che il diavolo riscuota ciò che gli spetta.

Il romanzo di Hill è un’opera angosciante capace di catturare e trascinare il lettore nell’abisso di vendetta e rabbia in cui pian piano precipita il protagonista.

Sebbene la storia segua principalmente il punto di vista di Ig, spesso la prospettiva cambia mostrando i tragici eventi che hanno portato prima allo stupro e poi alla morte di Merrin Williams attraverso gli occhi di chi ne è stato artefice o anche solo complice involontario. Questi cambi di prospettiva sono ben definiti e mai casuali, inoltre denotano una psicologia ben costruita per ogni singolo personaggio nonché un attento studio della trama.

Degni di nota poi sono i poteri che le corna infondono a Ig e la sua evoluzione nel corso del romanzo. Da ingenuo sognatore, Ig muta in una creatura assettata di vendetta, trasformazione che si manifesta anche fisicamente conferendogli pian piano l’aspetto di un vero diavolo. La sua trasformazione però non è dovuta solo alle corna, ma a ciò che esse gli permettono di scoprire. Chiunque parli con lui infatti non può fare a meno di rivelare il proprio lato più oscuro e crudele ed è proprio questo aspetto della natura umana, la cattiveria e le accuse della gente, a portare il protagonista al cambiamento.

Un romanzo quindi ben studiato e con personaggi ben delineati, la cui costruzione non lineare, non intacca minimamente la fluidità della narrazione. Consigliato a tutti gli amanti del brivido e delle storie che uniscono forti elementi sovrannaturali a profonde riflessioni sulla natura umana, nonché a tutti quelli curiosi di scoprire se il talento può essere ereditario. A nostro avviso la risposta è sì.

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